La Cina che non conosci: da Xi’an a Kashgar lungo la Via della Seta

Negli ultimi anni, anche grazie alla possibilità di viaggiare in Cina per soggiorni turistici inferiori ai 30 giorni senza dover richiedere il visto, il Paese è tornato a suscitare l’interesse di molti viaggiatori, da sempre affascinati dalla sua storia millenaria e dalla sua cultura, ma in passato frenati dalle procedure burocratiche.

Se Pechino, Shanghai e Xi’an sono tra le destinazioni più conosciute, la Cina è talmente vasta e variegata da offrire infinite possibilità di viaggio. Cambiando regione, cambiano paesaggi, tradizioni, architetture e culture: è come attraversare, ogni volta, un Paese diverso.

Per questo abbiamo scelto un itinerario lontano dalle rotte più classiche, che segue le tracce dell’antica Via della Seta da Xi’an fino a Kashgar. Un viaggio attraverso montagne dalle mille sfumature, antiche fortezze, deserti, grotte millenarie e città-oasi, lungo le rotte che per secoli hanno collegato Oriente e Occidente e favorito l’incontro tra popoli, culture e tradizioni.

Un percorso affascinante per scoprire un volto della Cina ancora poco conosciuto, dove la storia della Via della Seta si intreccia continuamente con paesaggi spettacolari e atmosfere profondamente diverse da quelle delle grandi metropoli.

xian mura

Xi’an, la porta orientale della Via della Seta

Il viaggio ha inizio a Xi’an, cuore dell’antica Cina e capitale di ben tredici dinastie, facilmente raggiungibile con un volo intercontinentale. L’impatto è diverso da quello delle altre megalopoli cinesi: qui le Mura Ming, i minareti islamici e il profumo delle spezie nel quartiere musulmano si intrecciano con una storia millenaria, plasmata dalle influenze dei popoli che hanno attraversato questo straordinario crocevia di culture.

Xi’an, infatti, rappresenta il punto più orientale dell’antica Via della Seta.

Tre notti permettono di assaporarne tutte le sfumature. Dopo una notte rigenerante in hotel, il primo giorno ha come protagonista una delle attrazioni più affascinanti di tutta la Cina: il celebre Esercito di Terracotta, un’imponente armata di circa 8.000 statue a grandezza naturale, tutte diverse tra loro, realizzate per accompagnare e proteggere il primo imperatore della Cina, Qin Shi Huang, nell’aldilà.

Il giorno seguente è dedicato alla scoperta della città, dalle antiche mura al quartiere musulmano, storico punto di incontro tra le rotte commerciali che collegavano la Cina al mondo arabo e persiano. Risalente alla dinastia Tang (VII secolo), oggi è il cuore pulsante della comunità islamica Hui e il luogo ideale per assaporare lo street food locale.

Montagne Danxia

Tra montagne variopinte e arte buddhista millenaria

Nuovo giorno, nuova tappa. Lasciata alle spalle la vivace Xi’an, ci si addentra nella prefettura di Zhangye, dove la natura regala uno degli spettacoli più sorprendenti lungo l’antica Via della Seta: le Montagne Danxia. Le loro rocce arenarie stratificate, modellate dal tempo, si tingono di sfumature rosse, arancioni e dorate che, soprattutto al tramonto, sembrano prendere fuoco.

Il giorno successivo si raggiunge Jiayuguan, là dove la Grande Muraglia Cinese incontra il deserto del Gobi, in quello che un tempo rappresentava un passaggio strategico per mercanti e viaggiatori diretti verso Occidente. Oltre all’importanza storica, a conquistare è il paesaggio: da un lato le montagne, spesso innevate, dall’altro l’immensità del deserto. Qui si trova anche la fortezza di Jiayuguan, il più imponente degli antichi avamposti difensivi della Grande Muraglia sul suo estremo occidentale.

A metà del viaggio nel cuore della Cina si raggiunge Dunhuang, antica oasi della Via della Seta e scrigno di uno dei più importanti patrimoni dell’arte buddhista. Le Grotte di Mogao, oggi Patrimonio UNESCO, custodiscono 492 templi scavati nella roccia, decorati da migliaia di statue e affreschi che raccontano secoli di storia e di scambi culturali.

Al tramonto, le dune del deserto si tingono di luce dorata e il vento accarezza la sabbia: è il momento in cui Dunhuang mostra il suo volto più suggestivo.

Xinjiang

Tra deserti, oasi e culture dell’Asia Centrale

Il viaggio prosegue verso Turpan, un’oasi nel deserto del Taklamakan e una delle depressioni più calde del pianeta. Ai piedi delle Montagne Infuocate che circondano la città si trova la Grape Valley, una verde parentesi nel deserto dove prosperano vigneti che producono una parte importante dell’uva cinese. A renderlo possibile è un antico sistema sotterraneo di canali, chr convoglia l’acqua di disgelo proveniente dai monti Tian Shan, trasformando un territorio arido in un’oasi rigogliosa.

Dopo la notte, il viaggio entra nello Xinjiang, all’estremo occidente della Cina: una terra di deserti sconfinati, laghi alpini, bazar profumati di spezie e culture turche, kazake e uigure che si incontrano e si mescolano, creando un’identità unica e affascinante. Un volto della Cina profondamente diverso da quello delle grandi metropoli dell’Est e proprio per questo ancora più sorprendente.

Il giorno seguente, un volo interno conduce a Kashgar, ultima tappa del viaggio, dove trascorrere due giorni alla scoperta di una delle città più affascinanti lungo l’antica Via della Seta. Millenaria e multiculturale, Kashgar conserva ancora oggi l’atmosfera di un grande crocevia tra Oriente e Occidente. Da non perdere il famoso bazar della domenica, uno dei più grandi dell’Asia Centrale, che nel fine settimana si anima anche con il tradizionale mercato del bestiame.

Si conclude così un viaggio nella Cina più lontana e meno conosciuta, seguendo le tracce di una delle rotte commerciali più importanti della storia, di cui ancora oggi restano vive testimonianze, culture e paesaggi.

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